Sportello Mediazione Casa Circondariale

stituzione di uno Sportello di Mediazione Culturale all’interno della Casa Circondariale Regina Cœli

 

CONTESTO

Secondo i dati forniti dal DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria), negli ultimi dieci anni la popolazione carceraria straniera in Italia è passata da 8.334 a 19.836 unità. A questo aumento non è corrisposta un’adeguata gestione di spazi e di tempi all’interno degli istituti di pena. Il problema dell’adeguamento del sistema carcerario alle necessità dei detenuti rappresenta una questione da tempo irrisolta: se il sovraffollamento… difficoltà detenuti stranieri a attingere a pene alternative, il detenuto straniero non ha possibilità di avere colloqui (è solo), le misure alternative sono il traguardo di un progetto educativo mentre per i detenuti clandestini l’unico scenario futuro è l’espulsione. Secondo l’Art. 27 Costituzione per quanto riguarda i detenuti stranieri la questione della pena come percorso di rieducazione

Detenuti: numero complessivo 920; gli stranieri sono circa il 60%, in prevalenza albanesi … Secondo dati aggiornati al 2004 (Rapporto Osservatorio Antigone…) sono presenti nella struttura mediatori culturali in convenzione del CIES [Dato da Verificare per il 2006]

OBIETTIVI GENERALI:

  • Portare i detenuti e liberandi all’autonomia e alla progettualità

  • Offrire ai detenuti stranieri una risposta adeguata alle molteplici difficoltà quotidianamente incontrate nella comprensione della nostra lingua e cultura, attraverso il supporto dei mediatori, attraverso la traduzione in madrelingua dei materiali di documentazione prodotti dallo sportello e la consulenza di esperti.

OBIETTIVI SPECIFICI:

  • Informare rispetto a realtà sociali, economiche, lavorative, scolastiche, formative presenti sul territorio.

  • Raccogliere tutte le notizie utili in merito alle reali necessità dei liberandi al fine di provvedervi.

  • Supportare e favorire detenuti e liberandi nella ricerca di condizioni idonee (lavoro, riferimento domiciliare, assistenza psicologica e sanitario, documentazione, ecc.) per un eventuale reale ed effettivo reinserimento sociale, attraverso contatti con organi di competenza (COL carcere, CENTRO PER L’IMPIEGO DELLA PROVINCIA, CSSA, ASL, SERT, ecc.)

FINALITÀ

  • Contribuire, attraverso attività di studio, formazione ed informazione, alla realizzazione di un percorso di integrazione e di autonomia dei detenuti ed ex detenuti stranieri.

  • Collaborare al reinserimento nella società, attraverso una rete di contati sul territorio, per dare la possibilità ad ogni ex detenuto straniero di progettare un percorso sociale, lavorativo e personale, al di fuori della criminalità e dell’emarginazione.

ATTIVITÀ:

  • favorire, attraverso l’attività della mediazione culturale, la facilitazione e la comprensione di modelli culturali, di atteggiamenti e comportamenti per agevolare i rapporti fra gli operatori e i detenuti stranieri

  • attivare percorsi per il superamento degli svantaggi conseguenti allo status di stranieri (parziale conoscenza della lingua - mancata conoscenza legislativa - mancanza di appoggi esterni e di una rete familiare e amicale)

  • supportare i detenuti stranieri nella ricerca delle condizioni idonee (lavoro, documentazione, domicilio, ecc.) per usufruire di permessi, di accesso al lavoro esterno, in stretta collaborazione con gli educatori interni alle strutture carcerarie e agli operatori del territorio

  • per i detenuti clandestini promuovere accertamenti finalizzati alla regolarizzazione della permanenza*

  • produrre materiale informativo tradotto in più lingue per orientare i detenuti sulla realtà carceraria e le modalità di accesso ai servizi presenti sul territorio

  • Promuovere attività culturali, attraverso la distribuzione di libri, giornali, riviste, nelle diverse lingue d’origine*

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