Progetto “Dmail Bogadl”

PROGETTO SPERIMENTALE DI MEDIAZIONE CULTURALE NEL PRESIDIO OSPEDALIERO “GRASSI” DI OSTIA

Progetto “Dmail Bogadl”

In memoria del senza fissa dimora deceduto nel Pronto Soccorso del Grassi.

Questo progetto ha lo scopo di umanizzare il rapporto fra paziente, familiare, immigrato, soggetto debole e i sanitari che operano nel Pronto Soccorso dell’Ospedale Grassi.

Ogni persona che si rivolge al Pronto Soccorso, verrà seguita, a seconda delle sue specificità, da una équipe socio sanitaria, multidisciplinare, multiculturale, multietnica e interreligiosa in esso integrata.

Questa équipe, composta da uno psicologo, assistenti sociali, infermiere, mediatori culturali, garantirà tutti gli aspetti che riguardano l’accoglienza, l’informazione ai familiari e ai cittadini, siano essi italiani che stranieri.

In particolare per i cittadini immigrati la possibilità di fruire di un mediatore può da una parte offrire una maggiore possibilità di usare i servizi offerti dall’Azienda garantendo in maniera migliore il diritto alla salute e all’assistenza; dall’altra può aiutare gli stessi Operatori dei servizi, attraverso corsi di formazione, a comprendere meglio differenti culture e lingue dei cittadini “diversi” che richiedono assistenza.

A tal fine abbiamo ritenuto di estendere il servizio di mediazione anche alle strutture del territorio del XIII° Municipio certi che questo possa garantire un più corretto utilizzo delle strutture di emergenza e ospedaliere.

Troppo spesso i pazienti cosiddetti codici bianchi sono costretti a stazionare per molte ore nella sala di attesa, altre volte i parenti preoccupati che attendono fuori non hanno possibilità di avere notizie perché non sanno a chi rivolgersi. Questo crea forte tensione fra chi opera nell’ospedale, a volte costretto a lavorare in situazioni di difficoltà, i pazienti e le loro famiglie.

Ostia è un territorio la cui popolazione è composta da più del 7% di cittadini immigrati che afferiscono al Grassi. Spesso si incontrano notevoli problemi che riguardano in primo luogo la comunicazione linguistica fra personale sanitario e paziente stesso, in secondo luogo la comprensione di usi, costumi e abitudini, anche religiose, del cittadino “diverso” culturalmente.

Per quanto riguarda i cittadini “socialmente deboli” spesso esiste il problema della presa in carico al momento delle dimissioni dall’ospedale, momento in cui sarebbe necessario coinvolgere i servizi sociali deputati a sostenere e accogliere questa fascia di cittadini. L’obiettivo è, quindi, la costruzione di una rete che integri il servizio sanitario con i servizi sociali.

ATTUAZIONE DEL PROGETTO “DMAIL BOGADL

Le figure previste per l’attuazione del “Progetto Accoglienza” sono le seguenti:

n. 1 psicologo

n. 4 operatori

Il compito di queste figure professionali sarà:

  • mantenere continuamente il rapporto con il paziente e/o con i suoi familiari, fornendo notizie sulla durata dell’attesa, i motivi, ed eventualmente sulle condizioni del paziente che si trova in cura in quel momento.

  • indirizzare e fornire informazioni sul Nucleo di Cure Primarie, sito nel presidio di Casal Bernocchi. Tale servizio, di recente istituzione, ha come compito prioritario la presa in carico di pazienti con problemi di salute meno gravi, i cosiddetti codici bianchi e verdi, che in tale struttura trovano risposta in tempi molto più rapidi.

Il servizio di accoglienza dovrà fornire materiale informativo in molteplici lingue sui servizi forniti dalla ASL ed interagire con il servizio di mediazione culturale e di assistenza sociale.

L’assistente sociale costruirà una rete territoriale con le associazioni di volontariato al fine di attuare insieme la presa in carico del “cittadino debole” (extracomunitario, senza fissa dimora ecc.) da parte di queste associazioni e mantenere contatti con la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma che coinvolgerà il Municipio competente e i suoi servizi sociali.

I rappresentanti religiosi della consulta, garantiscono in qualunque momento, se richiesta, l’assistenza religiosa necessaria al paziente.

Verranno ristrutturati spazi (ex accoglienza pediatrica al Pronto Soccorso) da dedicare ai senza fissa dimora per le loro necessità (igiene personale ecc).

Verrà posizionata all’interno dei confini dell’Ospedale una postazione del Nucleo dei Carabinieri Volontari della Protezione Civile che contribuiranno al progetto fornendo un ulteriore sostegno nella gestione dei rapporti con i pazienti e i familiari soprattutto nel periodo estivo.

Il Nucleo potrà inoltre integrare il progetto con:

1) Il personale del servizio civile, già riconosciuto al nucleo in attesa di formalizzazione, potrà garantire il link con la sala operativa sociale attraverso la centrale operativa gestita dallo stesso nucleo che è in costante contatto con il COC (Centro Operativo Comunale).

2) Fornitura di una radio collegata alla centrale operativa dei Carabinieri Volontari della Protezione Civile per favorire la gestione di queste problematiche.

3) Erogare corsi di formazione sulla gestione dei gruppi e sulle migliori tecniche di comunicazione da adottarsi nelle circostanze descritte.

COSTI

n. 1 Psicologo: in comando proveniente dalla Farmacap

n. 4 Operatori

n. 1 linea telefonica

n. 1 computer

varie ed eventuali (rimborso spese benzina per gli accompagni dei soggetti deboli presso le strutture di volontariato; materiale cartaceo; etc..)

MEDIAZIONE CULTURALE

Obiettivi specifici del servizio di mediazione culturale saranno quelli di:

  • Consentire l’accesso e l’integrazione delle competenze professionali della mediazione culturale nei diversi contesti operativi territoriali.

  • Garantire interventi di mediazione culturale e linguistica richiesti dai servizi dell’Azienda ASL Roma D.

  • Assicurare la formazione e/o l’aggiornamento degli operatori della ASL attraverso l’approfondimento di problematiche comuni o specifiche di un gruppo di mediatori.

  • Promuovere attività informative/formative per gli operatori della ASL in seguito della lettura dei bisogni emergenti in tema di intercultura e mediazione.

  • Interventi presso i consultori familiari e i poliambulatori.

  • Incentivare e sostenere il sistema d’informazione dei cittadini immigrati sui servizi sanitari dell’Azienda, attraverso il coinvolgimento del Municipio e dei Presidi dell’Azienda Sociosanitariacapitolina Farmacap ;

  • Formazione dei cittadini stranieri alla conoscenza e all’uso dei servizi sociosanitari territoriali.

ATTIVITA’

L’articolazione del servizio di mediazione seguirà le seguenti modalità:

a) Per l’Ospedale Grassi si prevede quanto segue:

  • presenza per 6 gg. a settimana per 4 ore (3 gg. ore 8-12 e 3 gg. ore 16-20) di un mediatore culturale;

  • reperibilità telefonica diurna continuativa in caso di necessità (mediazione linguistico - culturale telefonica), con la possibilità di disporre di circa 100 lingue;

  • possibilità di appuntamenti per interventi programmati;

  • servizio di traduzione dei documenti necessari allo svolgimento dell’attività dei servizi (modulo, carta servizi, consenso informato etc.).

b) Per i servizi territoriali (consultori, poliambulatori)

  • presenza di un mediatore culturale presso i consultori familiari 2vv a settimana per 2h cad.;

  • possibilità di appuntamenti per interventi programmati;

  • servizio di traduzione dei documenti necessari allo svolgimento dell’attività dei servizi territoriali (modulo, carta servizi, consenso informato etc.).

  1. Attività di formazione per gli operatori della ASL

    • Ospedale: la formazione dovrà essere rivolta ai singoli reparti dell’Ospedale affinché sia garantita la partecipazione del personale che quotidianamente utilizza il servizio di mediazione culturale;

Inizio attività: 34h di formazione:

Pronto soccorso e reparti dell’Ospedale 2h per ogni reparto e per P.S.:

Ruolo e funzioni del mediatore culturale”

Consultori e Poliambulatori: 14h di formazione per ogni struttura:

Ruolo e funzioni del mediatore culturale”

52h di formazione:

Le culture e le sue risorse: confronto con la cultura in Italia”

Totale di ore di formazione annuale:100h

VALUTAZIONE

Il monitoraggio è uno strumento fondamentale per la gestione del progetto e richiede un insieme di attività coordinate che avranno i seguenti obiettivi:

  • Analizzare l’andamento del progetto e rilevarne i preminenti aspetti qualitativi e quantitativi, in modo che il flusso d’informazione conseguente alimenti un articolato ed esplicito quadro di riferimento per la valutazione dei risultati conseguiti.

  • Fornire tutte le informazioni sull’effettivo svolgimento dell’attività di mediazione, al doppio scopo di produrre le sintesi necessaria per gli adempimenti formali e consentire ai gestori del progetto d’intervenire tempestivamente per apportare le eventuali correzioni, in risposta alle indicazioni del committente e alle situazioni nuove emergenti.

Il processo di valutazione in itinere e finale richiede uno stretto e costante lavoro di cooperazione e confronto tra responsabile del monitoraggio e valutazione, coordinatore del progetto e referente ASL.

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