Mediazione ASL RMD

Associazione Med. eA

Rapporto finale del progetto di mediazione linguistico culturale nel ASL RMD

dal ottobre 2008 al maggio 2009 .

L’attività di mediazione linguistico culturale dell’associazione Medea in convenzione con la Farmacap è stata svolta nelle strutture sanitarie del’ ASL RM D:

Ospedale Grassi 2 operatori dal lunedi al venerdi (680 ore), CPO 1 operatore 2 volte alla settimana ( 204 ore), Ambulatorio STP- ENI Casal Bernocchi 1 operatore 2 volte alla settimana (136 ore), Consultorio Familiare S. Agostino Ostia 1 operatore 2 volte alla settimana (204 ore), Consultorio Familiare Maglian 1 operatore 2 volte alla settimana (204 ore), Ambulatorio STP-ENI Via Pascarella 7 un operatore 3 volte alla settimana (306 ore), Consultorio familiare Via Bugnato 2 volte alla settimana 1 operatore ( 204 ore).

Gli immigrati partono dal paese di origine con un progetto ben definito, ma arrivando nel paese di destinazione spesso incontrano una serie di fattori di rischio e problemi che portano a un degrado psicologico, morale , sociale e fisico.

Le più diffuse sono la mancanza del lavoro, la lontananza dalla famiglia di origine, la scarsa informazione sul accesso ai servizi sanitari che portano a un degrado della salute del immigrato.

In molti casi la malattia viene vissuta come un evento traumatico che in qualche modo può determinare il fallimento del progetto migratorio. Il processo migratorio è una fonte dello stress e di pericoli per la salute perché comportano una nuova organizzazione della vita con un conseguente totale sradicamento dall’ambiente di origine, dalle proprie sicurezze. Le malattie che possono essere ricondotte allo stress sono: dermatiti, psoriasi, allergie, gastriti, depressione, i problemi di cuore, la pressione, neurosi generiche., e malattie oncologiche. Gli immigrati, per le diverse paure, vi rivolgono ai servizi socio-sanitari in caso di urgenza o di malattia conclamata, quando cioè non può fare a meno.

Dall’esperienza lavorativa dei MLC nel ambito sanitario si nota un tale favoreggiamento della presenza del mediatore culturale quando si tratta del personale sanitario, ma soprattutto da parte dei pazienti stranieri ricoverati e quelli che si rivolgono nelle strutture.

Non è facile costruire il rapporto di fiducia tra il medico e paziente. Il paziente non è una macchina da agiustare, ma una persona con la sua storia, la sua cultura, i suoi principi e abitudine, la persona che vuole integrarsi nella nuova società.

La realtà siffatta richiama l’importanza di un lavoro di MLC per facilitare a superare le barriere burocratiche, culturali, e migliorare il rapporto tra il medico e paziente

La salute è una questione sociale, economica, politica è un diritto umano fondamentale. La legge italiana Art 35, 34 garantisce l”assistenza sanitaria ai tutti bisognosi. Nonostante una legislazione chiara per le strutture sanitarie di fornire prestazioni anche agli stranieri irregolari senza nessun obbligo di segnalazione nominativa alle autorità di pubblica sicurezza

  • rilascio di permesso di soggiorno temporaneo per le donne in gravidanza e dopo il parto con l”iscrizione regolare ai SSN,

  • rilascio la tessera STP con la possibilità di rinnovo ogni sei mesi per i cittadini stranieri che non fanno parte di unione europea,

  • rilascio la tessera ENI con la possibilità di rinnovo con una contabiltà separata per il rimborso da richiedere ai paesi di origine per i cittadini comunitari.

Purtroppo ci sono alcuni operatori nelle strutture pubbliche che ignorano le normative , oppure non sono aggiornati, perciò rifiutano rilascio del STP e soprattutto l’ENI senza spiegazioni, a volte non accettano i tesserini rilasciati agli stranieri ricoverati in ospedale.

Si è notato una tale diminuzione da parte dei cittadini stranieri regolari e irregolari l’utilizzo dei servizi pubblici e sanitari. E ancora la situazione più allarmante da quando è stata approvata la legge 733 – B sul pacchetto sicurezza.

Questo fatto è molto preoccupante perché crea la probabilità di diffusione delle malattie infettive ,dermatologiche, sessualmente trasmissibili e psichiatriche.

L”ostacolo maggiore è che gli immigrati non sono a conoscenza di utilizzare le strutture sanitari per curarsi. Spesso vengono con la difficoltà a volte l’impossibilità di iscrizione ai SSN per cittadini extracomunitari.

  • nello stato di disoccupazione ( hanno diritto di rinnovo alla tessera sanitaria per 1 anno)

  • in attesa di rinnovo permesso di soggiorno

Negli sportelli di ambulatori non tutti gli operatori sono aggiornati sulle regole e normative che riguardano l”iscrizione ai SSN dei cittadini europei (autocertificazione di residenza , di stato di famiglia, se possiede attestato di soggiorno per 5 anni). A volte per risolver il problema ci vuole l”intervento del mediatore oppure della amministrazione.

I nostri mediatori culturali hanno incontrato una vera problematica e

disagio per l”assistenza sanitaria dei ROM, provenienti dal” Ex Jugoslavia di solito senza alcun documento. Per la legge loro devono avere l”assistenza sanitaria che prevede d”accordo bilaterale ( ma devono presentare un documento di identità), non possono avere ne STP e ne ENI. E stata creata nuova carta per i nomadi , solo se vivono nei campi attrezzati, DAST( documento di autorizzazione allo stanziamento temporaneo). Il 5 Dipartimento ha in funzione Ufficio Nomadi dove si può avere l”informazione su come fare nei certi situazioni. Esiste pure il Camper Nomadi che ha stipulato la convenzione con i diversi ASL per l”assistenza sanitaria ai cittadini Rom e altri comunità nomadi.

Per molti problematiche e disaggi da parte degli immigrati che si rivolgono ai servizi sanitari riteniamo molto utile la presenza del mediatore linguistico culturale nelle strutture per affiancare i operatori sanitari medici paramedici e infermieri. E fondamentale gli interventi di mediazione culturale mirati sul individuo sono stati concretizzati in:

  • sostegno morale e psicologico

  • ascolto ( per aiutare a superare i problemi di salute)

  • informazioni che riguardano i cambiamenti normativi, soprattutto per i cittadini neocomunitari romeni e bulgari (tutela della salute, i requisiti per la scelta del medico di base)

  • orientamento verso altri servizi sanitari Aziendali ( consultori ,ambulatori)

  • orientamento verso altri strutture che offrono i servizi territoriali per gli stranieri(sindacato, INPS, Centro d”impiego , CISL, Assicurazioni,ecc.)

  • accompagnamento ( Poliambulatorio,Farmacia,Sportelli d”informazini interno Ospedale

  • sensibilizzazione del ruolo di mediatore linguistico-culturale.

Dal bagaglio dei nostri mediatori non mancano elementi di antropologia, psicologia, geopolitica,sociologia che aiuta a capire il soggetto straniero che è una storia vivente e riesce in conseguenza a costruire il canale per ottima comunicazione tra utente e personale sanitario. Indispensabile un apertura anche da parte del personale sanitario in mondo sempre più interculturale l’incontro fra soggetti appartenenti a culture diverse e ormai un esigenza per tutti.

Mediatori Culturali

Moraru Natalia

Kovalska Svitlana

Rebegea Monica.

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