I detenuti stranieri nelle carceri romane

Relazione su “I detenuti stranieri nelle carceri romane”

 

La terza fase del progetto “I detenuti stranieri nelle carceri romane” ha avuto come oggetto l’elaborazione dei dati, raccolti nel corso di otto mesi di attività attraverso la somministrazione, ai detenuti di condizione immigrata, di questionari pre-formulati.

L’intento della ricerca ha colto l’ampio consenso dei detenuti stranieri, tra i quali solo un numero del tutto irrisorio ha rifiutato di dare il proprio prezioso contributo, probabilmente per paura di rilasciare informazioni troppo compromettenti per la propria condizione detentiva.

Ogni incontro è stato agevolato dalla stessa metodologia d’approccio che i mediatori di Med.eA. adottano regolarmente per ogni intervento di mediazione culturale. Sarebbe stato oltremodo grossolano, e sconveniente ai fini della ricerca stessa, presentarsi al detenuto immigrato al solo scopo di strappargli delle informazioni, alcune delle quali particolarmente delicate e riservate.

Il procedimento che ha agevolato la raccolta dei dati, è variato a seconda della tipologia dei colloqui di mediazione effettuati e di cui si dà una breve descrizione di seguito:

Relazione

Il colloquio di prima accoglienza, che avviene solitamente qualche giorno dopo l’ingresso in carcere del detenuto, ha in primo luogo l’intento di orientare il “nuovo giunto” all’interno della struttura carceraria e di aiutarlo a costruirsi, attraverso l’acquisizione di un repertorio essenziale di informazioni utili da spendere in strategie di adattamento, un canale comunicativo con le varie strutture operative all’interno del nuovo contesto residenziale. In questa fase preliminare del rapporto mediatore-detenuto, che non necessariamente deve avere un seguito (fatta eccezione per alcuni casi di cui il mediatore valuta l’occorrenza di rintenvenire, sarà il detenuto che infatti deciderà di prenotare un secondo colloquio con il mediatore, previa richiesta scritta), si attivano tutte quelle risorse semiotiche, fatte di simboli, segni e parole, che supportano l’interrelazione tra i due soggetti: al mediatore interessa cogliere e capire comportamenti e rappresentazioni valoriali da spiegare contestualmente ad una determinata configurazione culturale, propria del detenuto immigrato; a quest’ultimo preme riconoscere il ruolo del mediatore, riconducendolo per quanto sia possibile ad un ordine di idee culturalmente accettate e formulando una concezione plausibile del suo legame con l’universo carcerario.

Oltre a rilasciare informazioni, a chiarire e/o tradurre il contenuto dell’ordinanza di convalida del fermo e ad illustrare l’ordinamento penitenziario, in questa occasione il mediatore spiega al detenuto le modalità di accesso al servizio, che prevedono la compilazione di una domandina da richiedere allo scrivano della sezione di riferimento, figura chiave del complessivo funzionamento gestionale dei contatti intra- ed extra-carcerari del detenuto.

Il colloquio a richiesta, indica innanzitutto che il primo flusso di informazioni e di messaggi inviati al detenuto nel corso del colloquio di prima accoglienza ha colto nel segno e ha trovato un favorevole terreno di assimilazione. Il detenuto ha compreso bene il procedimento per richiedere l’intervento del mediatore e la sua funzione di intermediario tra la richiesta di assistenza e la possibilità di vedere soddisfatto un bisogno. Questo secondo colloquio, che quasi sempre ha un seguito se non altro per il fatto di dover dare una risposta al detenuto in merito alla richiesta fatta, avviene in condizioni di maggiore distensione psico-fisica e comporta una più disinvolta trasmissione dei fluidi comunicativi.

Il detenuto espone il suo problema, ne discute con il mediatore, il quale si adopera subito per individuare le sinergie adatte alla presa in carico del suo caso. Molto spesso, queste, si identificano con gli operatori penitenziari (agenti, educatori, medici, etc.) presenti in quel momento nella sezione e così vengono chiamati ad intervenire nell’immediato allo svolgimento del colloquio. In altri casi, i tempi per l’organizzazione della soluzione o, quantomeno, per l’analisi del disagio espresso, subiscono un allungamento che è necessario al mediatore per la costruzione dei contatti esterni alla sezione o per l’attivazione della rete dei servizi territoriali, ma, comunque contenuti e lontani dal produrre attese logoranti.

Una volta inoltrata la comunicazione tra il detenuto e il mediatore e, soprattutto, venendosi a consolidare la fiducia nei confronti di quest’ultimo, il rapporto con il detenuto può protrarsi nei mesi a discrezione del detenuto stesso.

Molto singolare per la realtà contestuale considerata, avara in fatto di occasioni per il confronto, è un tipo di incontro scaturito dal colloquio a richiesta e che vede la contemporanea partecipazione al colloquio di più detenuti dimoranti nella stessa sezione del carcere.

Il colloquio di gruppo è derivato da un evento assolutamente casuale, avvenuto dopo che il mediatore, avendo come al solito consegnato all’agente della sezione la lista dei detenuti da convocare singolarmente, si è ritrovato una fila di detenuti ad aspettare il proprio turno sulla soglia della stanza destinata ai colloqui e ha deciso di ridurre i tempi di attesa incontrandoli tutti insieme e guadagnandosi sin da subito il consenso dei detenuti. La forte volontà aggregazionale manifestata (in quel caso si trattava di detenuti di nazionalità albanese) e gli effetti positivi prodotti dalla condivisione delle esperienze e dallo scambio di informazioni tra individui accomunati dalla stessa sorte, ha spinto altri mediatori ad adottare lo stesso metodo con altre comunità o con gruppi di detenuti appartenenti a comunità diverse.

I presupposti per la realizzazione di questo tipo di colloquio sono vincolati da alcuni fattori non trascurabili, quali la collaborazione degli agenti nel consentire il raduno di più persone all’interno della stanza dei colloqui o dell’aula-scuola della sezione, l’assenza di divieti d’incontro tra imputati di concorso nello stesso reato e, ovviamente, l’approvazione dei detenuti nell’intraprendere forme di conversazione socialmente condivise e trattamenti in setting gruppali per il confronto delle criticità.

Infine, il colloquio integrato, ovvero la partecipazione del mediatore all’incontro tra il detenuto e uno o più operatori preposti all’area sanitario/trattamentale, rappresenta un’efficace strategia d’intervento, in particolar modo nelle situazioni in cui è stato precedentemente rilevato un profondo turbamento o un malessere da disadattamento alla reclusione, manifestato con parole, con atteggiamenti o, nei casi più estremi, con il ricorso all’autoferimento.

Alla fine di ognuno di questi colloqui veniva proposto al detenuto immigrato di partecipare alla ricerca, spiegandogli che essa avrebbe avuto l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche esistenziali degli immigrati in carcere. La concessione delle informazioni richieste era completata dalla firma di una liberatoria, nella quale il detenuto acconsentiva a rilasciare i propri dati personali richiesti nel questionario.

Ecco nel dettaglio i dati raccolti in due momenti diversi della ricerca e indicate nelle rispettive schede riassuntive messe a confronto:

(Scheda 1)

Nazionalità

Albania: 11

Algeria: 6

Bangladesh: 2

Brasile: 3

Bulgaria: 3

Burundi: 1

Cile: 1

Congo: 2

Ecuador: 1

Egitto: 2

Gambia: 2

India: 1

Iraq: 4

Irlanda: 1

Kosovo: 2

Malesia: 3

Marocco: 7

Moldavia: 8

Nigeria: 4

Olanda: 1

Paesi ex-Iugoslavia: 8

Perù: 1

Polonia: 11

Repubblica Dominicana: 1

Romania: 130

Russia: 3

Senegal: 2

Sierra Leone: 1

Somalia: 2

Sri Lanka: 2

Sudan: 2

Tunisia: 1

Ucraina: 7

Entrato clandestinamente

quanti SI

74

quanti NO

162

Con moglie

quanti SI

90

quanti NO

80

Con convivente

quanti SI

66

Quanti NO

80

Con figli

Che livello di scuola frequentano

quanti SI

130

quanti NO

106

Asilo

Quanti 39

Elementare

Quanti 43

Media

Quanti 12

Scuola superiore

Quanti 12

Università

Quanti 4

Quando è arrivato in Italia, ha preso contatti con enti locali o associazioni

quanti SI

35

quanti NO

201

PERMESSO DI SOGGIORNO e LAVORO

Con permesso di soggiorno

quanti SI

46

quanti NO

190

Che tipo di permesso di soggiorno

quanti per lavoro:30

quanti per motivi di salute:1

quanti per motivi umanitari:3

quanti per motivi di famiglia: 4

altro non specificato: 8

Con ordine di espulsione

quanti: 54

Richiesta di asilo politico

quanti SI:12

quanti è

stata accolta: 3

quanti in

via di istruzione: 1

quanti NO: 224

SITUAZIONE GIURIDICA

Titolo di reato

Furto: 65

Rapina: 55

Sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù: 17

Spaccio di droga: 12

Violenza sessuale: 19

Ricettazione: 16

Aggressione: 14

Tentato omicidio: 10

Clonazione carte di credito: 8

Sequestro di persona: 6

Traffico di stupefacenti: 5

Omicidio: 5

Estorsione: 3

Falso in documenti: 3

Riciclaggio: 2

Minaccia di lesione: 2

Associazione a delinquere: 2

Vendita illecita di CD: 1

Disatteso l’obbligo delle firme: 1

Detenzione illecita di armi: 1

Grado del giudizio

quanti Indagini

31

quanti Dibattimento

3

quanti Sentenza primo grado

49

quanti Appello

15

quanti Cassazione

0

quanti Definitivo

20

Incensurato

quanti SI 87

quanti NO 91

Avvocato di fiducia

quanti SI 143

quanti NO 93

Gratuito patrocinio

quanti SI 27

quanti NO 209

Difesa d’ufficio

quanti SI 74

quanti NO 162

CPT

Permanenza in un CPT

quanti SI

29

quanti NO

207

TRATTAMENTO IN ISTITUTO

Colloqui con educatore

quanti SI

33

quanti NO

86

Colloqui con il mediatore culturale

quanti SI

119

quanti NO

0

Rapporti con i familiari

Colloqui

quanti SI

35

quanti NO

84

Telefonate

quanti SI

21

quanti NO

98

All’estero

quanti SI

20

quanti NO

99

Attività formative o culturali

quanti Si

22

quanti NO

97

Lavora

quanti SI

scopino: 15

spesino: 3

cucina: 3

portavitto: 2

lavanderia: 2

scrivano:1

pulizie: 1

muratore:1

Tot. : 28

quanti NO

91

CONDIZIONE DI SALUTE

Tossicodipendente

quanti SI

21

quanti NO

215

In terapia metadonica

quanti SI

12

quanti NO

224

Alcooldipendente

quanti SI

12

quanti NO

224

In terapia da alcoover

quanti SI

5

quanti NO

231

Colloqui con psicologo

(detenuti ordinari)

quanti SI

70

quanti NO

49

Colloqui con psichiatra

(detenuti ordinari)

quanti SI

26

quanti NO

93

Ha presentato richieste per visite specialistiche (detenuti ordinari)

quanti SI

51

quanti NO

68

AUTOLESIONISMO

Ha compiuto atti autolesionistici durante questa detenzione

quanti SI

13

quanti NO

223

Ha mai compiuto in passato gesti di autolesionismo

quanti SI

19

quanti NO

217

E’ stato messo in Grande o Grandissima Sorveglianza

quanti SI

11

quanti NO

226

IL MOMENTO DELL’ARRESTO

E’ stato arrestato in flagranza di reato

quanti SI

36

quanti NO

81

E’ stato portato in carcere o davanti al Giudice

quanti Carcere

117

quanti Giudice1

0

Ha avuto problemi di comunicazione e di comprensione a causa della lingua

quanti SI

53

quanti NO

64

E’ stato chiamato un interprete

quanti SI

94

quanti NO

23

SERVIZIO NUOVI GIUNTI

Ha avuto un colloquio con l’educatore quando è entrato in carcere

quanti SI

22

quanti NO

95

Ha avuto un colloquio con lo psicologo quando è entrato in carcere

quanti SI

80

quanti NO

37

Colloqui con il mediatore culturale

quanti SI

117

quanti NO

0

 

 

 

(Scheda 2)

Nazionalità Romania: 112

Marocco: 39

Algeria: 20

Bulgaria: 10

Moldavia: 10

Tunisia: 7

Bosnia: 6

Albania: 5

Cina: 4

Bangladesh: 3

Egitto: 3

Colombia: 2

Francia: 2

Georgia: 2

Iugoslavia: 2

Montenegro: 2

Nigeria: 2

Olanda: 2

Polonia: 2

Russia: 2

Santo Domingo: 2

Ucraina: 2

Brasile: 1

Capoverde: 1

Cile: 1

Congo: 1

Croazia: 1

Ghana: 1

Lituania: 1

Macedonia: 1

Palestina: 1

Portogallo: 1

Senegal: 1

Serbia: 1

Siria: 1

Sri Lanka: 1

Tanzania: 1

Venezuela: 1

Entrato clandestinamenteSI 73 NO 184Con moglieSI 89NO 168Con conviventeSI 73 NO 184Con figli

 

Che livello di scuola frequentano SI 127NO 130Asilo 46Elementare 35Media 19Scuola superiore 14Università 5Quando è arrivato in Italia, ha preso contatti con enti locali o associazioniSI 28

NO 229

 

Totale schede: 257

 

PERMESSO DI SOGGIORNO e LAVORO

Con permesso di soggiorno SI 30 NO 98
Comunitari e neo-comunitari 129

Che tipo di permesso di soggiornoper lavoro: 36

per motivi di salute: 1

per motivi umanitari: 0

per motivi familiari: 11

per motivi di studio: 1Con ordine di espulsione90

Richiesta di asilo politicoSI: 4

 

è stata accolta: 3

 

in via di istruzione: 0

NO: 253

 

 

 

 

 

 

 

SITUAZIONE GIURIDICA

Titolo di reato furto: 63

spaccio di droga: 43

rapina: 33

ricettazione: 24

violenza sessuale: 21

clonazione carte di credito: 21

sfruttamento della prostituzione: 12

aggressione e lesioni: 9

omicidio: 8

reato non dichiarato: 5

estorsione: 3

sequestro di persona: 3

traffico di droga e stupefacenti: 3

riciclaggio: 2

tentato omicidio: 2

falso in documenti: 2

attività illecite (commercio): 1

sfruttamento dei minori. 1

detenzione di materiale esplosivo: 1

tentato furto: 1

resistenza al pubblico ufficiale: 1

incendio doloso: 1

traffico di stranieri clandestini: 1

detenzione di droga: 1

Grado del giudizioIndagini 39Dibattimento3Sentenza primo grado12Appello9Cassazione1Definitivo25IncensuratoSI 135NO 122Avvocato di fiduciaSI 165NO 92Gratuito patrocinioSI 20NO 237Difesa d’ufficioSI 82NO 175

 

CPT

Permanenza in un CPT SI 26 NO 231

 

TRATTAMENTO IN ISTITUTO (Ordinari)

Colloqui con educatore SI 41

 

Non sa: 2NO 48Colloqui con il mediatore culturaleSI 91

NO 0Rapporti con i familiariColloqui

SI 27NO 68 Telefonate SI 17NO 75All’esteroSI 27NO 63Attività formative o culturaliSI 19NO 72LavoraSI 19

scopino 15

portavitto 1

cucina 1

lavanderia 2

NO 72

 

 

CONDIZIONE DI SALUTE ORDINARI

Tossicodipendente SI 10 NO 81
In terapia metadonica quanti SI 5 quanti NO 86
Alcooldipendente quanti SI 6 quanti NO 85
In terapia di alccover quanti SI 1 quanti NO 90
Colloqui con psicologo quanti SI 59 quanti NO 32
Colloqui con psichiatra quanti SI 32 quanti NO 59
Ha presentato richieste per visite specialistiche quanti SI 44 quanti NO 47

 

 

CONDIZIONE DI SALUTE NUOVI GIUNTI

Tossicodipendente SI 20 NO 146
In terapia metadonica SI 14 NO 6
Alcooldipendente SI 10 NO 156
In terapia di alccover SI 6 NO 4

 

 IL MOMENTO DELL’ARRESTO (Nuovi Giunti)

E’ stato arrestato in flagranza di reato quanti SI

74quanti NO

92E’ stato portato in carcere o davanti al Giudicequanti Carcere

154quanti Giudice

12

Ha avuto problemi di comunicazione e di comprensione a causa della linguaquanti SI

74quanti NO

92E’ stato chiamato un interpretequanti SI

143quanti NO

24

 

 

SERVIZIO NUOVI GIUNTI

Ha avuto un colloquio con l’educatore quando è entrato in carcere quanti SI

20

quanti NO

146Ha avuto un colloquio con lo psicologo quando è entrato in carcerequanti SI

40

quanti NO

126Colloqui con il mediatore culturalequanti SI

166

quanti NO

0

 

 

AUTOLESIONISMO (Ordinari e Nuovi Giunti)

Ha compiuto atti autolesionistici durante questa detenzione quanti SI

4

quanti NO

253Ha mai compiuto in passato gesti di autolesionismoquanti SI

9quanti NO

248E’ stato messo in Grande o Grandissima Sorveglianzaquanti SI

4

quanti NO

253

 

 

 

In definitiva, ogni questionario compilato, è stato il frutto di una proficua interazione tra mediatore e detenuto, a volte perpetuata nel tempo allo scopo di creare le condizioni psicologiche e di fiducia necessarie per la compilazione del questionario.

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